Cervelloni: “Condivido l’entusiasmo dell’Assessore Cerilli!”

Condivido l’entusiasmo dell’assessore Cerilli per la pioggia di soldi caduta sui nostri beni culturali. Era dai tempi di Abbate, Panizzi e Recchia che non se ne vedevano così tanti a Terracina e tutti destinati al patrimonio storico e culturale della nostra città. Anni in cui si sono avviati i maggiori progetti di recupero dei palazzi storici come appunto il palazzo della bonificazione.
Tutto ciò, evidentemente, risponde all’ottimo lavoro svolto dal Governo e, in particolare, dal Ministro Dario Franceschini in questi lunghi anni alla guida del Ministero dei Beni Culturali.
Sembra un secolo da quando a Pompei, sotto la gestione del Ministro Bondi di Forza Italia, cadeva la Domus dei Gladiatori eppure, da quel momento, grazie al lavoro del nostro ministro, i beni culturali italiani sembrano vivere una nuova stagione dell’oro.
E l’esempio di questa qualità, a Terracina, è data proprio dai fondi destinati al recupero del teatro romano, sbloccati grazie al sopralluogo e all’interessamento dell’europarlamentare Silvia Costa del PD. Allo stesso modo, lo sono anche i tre interventi rientranti nel “piano antisismico per i musei statali, riqualificazione delle periferie e recupero del patrimonio culturale” varato dal ministero di Franceschini ed a cui sono stati destinati circa 600 milioni di euro; infine, non va neppure dimenticato il finanziamento per il restauro dell’Annunziata, ottenuto grazie ad un lavoro civico e al governo Renzi con Maria Elena Boschi ministro.
Al contrario, e qui non siamo d’accordo con l’assessore, da quando c’è il centro destra al governo della città, (circa 17 anni), verifichiamo che i palazzi storici continuano ad essere inesorabilmente chiusi ovvero privi di un progetto o una strategia seria per il loro recupero e rilancio.
Peraltro, negli anni, oltre ad aver assistito ad un vero e proprio impoverimento del tessuto socio culturale della città a causa soprattutto della drastica riduzione degli spazi culturali e ricreativi, abbiamo anche assistito a condanne della Corte dei conti nei riguardi di amministratori, all’apertura di un museo cittadino senza nominare un direttore per concorso, all’affidamento dei palazzi storici, sottraendoli alla loro destinazione, a privati risultati poi inadeguati o peggio ancora inaffidabili nonché, in questi ultimi mesi, alla realizzazione di una fondazione culturale con nomine di fedelissimi e metodi da prima repubblica.
Ecco, se l’operato del Governo italiano sui nostri beni storici è quello che è, il merito va esattamente a chi è distante da certi modi di interpretare l’impegno pubblico e a chi esercita il proprio ruolo con competenza amministrativa, visione politica e sensibilità intellettuale, ovvero i tre elementi fondamentali per fare un buon politico e della buona politica. Su questo il Sindaco ed il resto della maggioranza dovrebbero meditare”.