Climbers sui monumenti: il comunicato ufficiale del PD

In linea di massima non siamo contrari a un evento che ha portato molte persone sul nostro centro storico, ma riteniamo l’iniziativa non compatibile con un sito archeologico e pericolosa per evidenti criticità verso i monumenti tutelati usati come attrazione.

I fatti accaduti domenica scorsa, che hanno riguardato un “evento di valorizzazione culturale” organizzato in piazza Municipio, lasciano molti dubbi sulle modalità del suo svolgimento.

In linea di massima non possiamo definirci contrari a un evento che ha portato molte persone sul nostro centro storico, anche se riteniamo l’iniziativa più consona ad ambienti diversi da un sito archeologico di bi-millenaria epoca e, in questo specifico caso, pericolosa per evidenti criticità verso i monumenti tutelati usati come attrazione.

Allo stesso tempo, però, il nostro disappunto diventa assoluto quando si dimostra verso la città storica un completo disinteresse culturale ed una spaventosa incapacità e faciloneria “amministrativa”.

La foto emblema della giornata, ovvero quella di un “Climber” aggrappato ad una parete in “opera reticolata” della Cattedrale (struttura più antica del Colosseo), ci regala l’ennesima testimonianza di quello che siamo diventati in questi lunghi anni di amministrazione di centro destra, dove sembra tutto possibile, anche sacrificare sull’altare dello spettacolo collettivo una parete millenaria in evidente stato di degrado.

Autorizzare la scalata della parete di un monumento in quello stato o di qualunque altro bene tutelato dalla legge, avrebbe dovuto suggerire ai responsabili dell’amministrazione, ed a questo punto anche agli stessi organizzatori, l’eliminazione a priori della stessa dal percorso tracciato per il solo “rischio di danneggiamento” che da esso ne sarebbe potuto discendere.

Non farlo è stato un peccato gravissimo. Non capirlo, a posteriori, anche peggio!

Una colpa che non può essere quindi mai sottaciuta, neppure per opportunità, quando ad oggetto di un evento socio-culturale siano coinvolti beni pubblici tutelati di straordinaria importanza e valore come quelli del centro storico della nostra città.

Per questo motivo, sarà di estrema importanza non solo accertare le responsabilità di eventuali danni sulle “pietre” (cosi le ha definite il Sindaco) ma, soprattutto, verificare la correttezza della procedura amministrativa seguita dagli uffici comunali nel concedere l’autorizzazione. Un lavoro che faremo nei prossimi giorni insieme al gruppo consiliare, che nel frattempo ha depositato una interrogazione, e a tutti coloro che come noi pensano che la tutela di un bene venga prima di ogni forma, seppur corretta, di fruizione e valorizzazione dello stesso.

Però, perche c’è sempre un però, la cosa che politicamente ci sembra più importante è capire quale visione (semmai ci sia) abbia l’amministrazione comunale rispetto alla tutela, la fruizione e la valorizzazione dei beni storici della città.

In altre parole, se saremo ancora costretti nel futuro, come già accaduto anche nel passato, ad assistere ad eventi pubblici di grande richiamo privi di una sensibilità organizzativa adeguata; ovvero se da oggi si possa iniziare ad intraprendere una nuova strada volta al rispetto delle regole e, nel caso specifico del nostro centro storico, di tutte le altre norme in materia di beni culturali.

In questo senso, pertanto, da forza politica responsabile, intendiamo farci promotori del rispetto del significato dei termini tutela, fruizione e valorizzazione di cui è intriso il “Codice dei Beni Culturali” e questo affinché molti possano assumere anche una diversa considerazione delle cose ed un maggior senso di responsabilità verso l’utilizzo degli spazi pubblici storici.

Ebbene, il Codice, all’art 1, definisce la “tutela” come “l’insieme delle attività volte al riconoscimento, la protezione e la conservazione di un bene culturale, ovvero della sua integrità, identità ed efficienza funzionale”. Delimita la “valorizzazione” (art. 6, co. 2) come quelle attività che risultino essere compatibili con la tutela di un bene tanto da non pregiudicarne le esigenze. Demarca, infine, all’art. 29, co. 2, la “prevenzione” come lo strumento di conservazione, realizzato mediante attività idonee a limitare le situazioni di rischio connesse al bene culturale e al suo contesto!

Quindi, da queste semplici tre parole, di cui sarebbe bastato conoscere più a fondo il significato, potevamo oggi parlare di una manifestazione riuscita e di una bella giornata passata insieme sul Foro Emiliano tra storia, cultura ed attività sportiva! Ma ancora una volta, a causa della superficialità e della banalizzazione usata come strumento di giustificazione, se ne è persa l’occasione!

Il Segreatrio del PD
Daniele Cervelloni