Un territorio difficile, un impegno costante

Quattro casi di violenza e discriminazione in un mese: chiediamo una risposta ferma all’Amministrazione comunale e a tutte le forze politiche che promuovono i valori della giustizia e della legalità, affinché la nostra indignazione si trasformi presto in un lavoro dignitoso e in un’azione di controllo in difesa dei più deboli. 

 

 

Siamo profondamente colpiti da alcune notizie di queste ultime ore riguardanti un’aggressione, probabilmente a sfondo razziale, avvenuta nel nostro territorio ai danni di un bracciante indiano di ritorno dal lavoro, raggiunto da 3 colpi all’addome e alla schiena, sparati da un’automobile in corsa. Pur trattandosi di piombini esplosi da un arma ad aria compressa, il lavoratore straniero, dimesso dal PS con una prognosi di un paio di giorni, poteva riportare ferite ben più gravi a giudicare dalla dinamica e dal luogo dell’incidente (la trafficatissima S.R. Pontina).

L’episodio, l’ultimo di una preoccupante serie che dal mese di luglio sta flagellando la nostra provincia, ci indigna prima di tutto come cittadini, in quanto abitanti di un territorio storicamente legato all’accoglienza e alla tolleranza, ma ci preoccupa anche come rappresentanti delle istituzioni, da sempre attenti alle realtà socio-economiche del mondo agricolo, che ha visto negli ultimi anni un aumento della manodopera straniera, in particolare indiana, divenuta ormai indispensabile per un settore che rappresenta la principale risorsa economica del territorio pontino.

Le indagini sono ancora in corso e nelle prossime ore, sotto la lente degli investigatori, sarà fatta piena luce sulla vicenda: il bracciante è un lavoratore straniero regolare che negli ultimi mesi ha partecipato e seguito diversi incontri sul diritto al lavoro organizzati dalla cooperativa In Migrazione, impegnata sul territorio nella lotta al caporalato, e che vede soprattutto la comunità indiana sottoposta a sfruttamento lavorativo.

Le ipotesi sui motivi dell’aggressioni vanno dall’imbelle emulatore, alle ritorsioni riconducibili ad atteggiamenti di stampo mafioso: ogni speculazione al riguardo, in virtù dei molteplici fili che si annodano in questi casi risulterebbe parziale e non definitiva; dove invece si richiede attenzione al particolare e piena luce nei meandri più oscuri di queste realtà nascoste e illegali, che danno accoglienza, spesso con abbraccio mortale, agli “ultimi” della terra, ai disperati, a persone come noi in cerca di condizioni di vita migliori.

Quello su cui invece non abbiamo dubbi è l’ondata di odio e di violenza che sta percorrendo il nostro territorio, pericolosamente alimentata da un clima nazionale avvelenato da dichiarazioni “istituzionali“, inneggianti all’odio razziale, alla discriminazione e allo scontro sociale.

E’ per questo che invitiamo il Sindaco a seguire personalmente la vicenda, a supportare le forze dell’ordine e a riferire al più presto in Consiglio comunale. Da parte nostra sosterremo una proposta di monitoraggio continuo e di verifica puntuale della situazione migranti – caporalato – aziende agricole: siamo convinti che Terracina abbia bisogno, oggi più che mai, di sicurezza e di dignità sul lavoro, da troppo tempo ormai oggetto di una sistematica involuzione.

In conclusione, a dimostrazione di quanto sia facile superare diffidenza e intolleranza, desideriamo ricordare un bellissimo episodio di civiltà e integrazione avvenuto pochi giorni fa e passato sostanzialmente inosservato; protagonista la comunità indiana Shah Satnam Ji Green S Welfare Force, che ha fatto dono di alberi all’ex tribunale di Terracina: se da una parte abbiamo chi spara, dall’altra, fortunatamente, abbiamo persone che preferiscono rispondere all’odio SEMINANDO piante per migliorare il futuro di tutti!


Episodi di violenza e intolleranza in Italia negli ultimi mesi (in rosso i casi della Provincia di Latina).
Il bilancio è di un morto e 13 feriti.

  1. 11 giugno, Caserta – Tre ragazzi, a bordo di una Panda, sparano a due immigrati di origine malese con una pistola ad aria compressa.
  2. 20 giugno, Napoli – Uno chef maliano  da anni in Italia, viene colpito con dei piombini sparati da un’auto in corsa.
  3. 2 luglio, Forlì – Una donna nigeriana è avvicinata da un motorino e ferita a un piede con una pistola da soft air.
  4. 5 luglio, Forlì – Un ivoriano di 33 anni colpito in bicicletta da un’auto che lo affianca e fugge.
  5. 11 luglio, Latina Scalo – Due giovani nigeriani colpiti erano stati esplosi da una pistola ad aria compressa da auto in corsa.
  6. 17 luglio, Roma – Una bimba rom di 14 mesi in braccio alla madre viene gravemente ferita alla schiena da un colpo di pistola ad aria compressa.
  7. 26 luglio, Cassola (Vicenza) – Un operaio capoverdiano di 33 anni viene centrato da pallini mentre si trova su un ponteggio.
  8. 26 luglio, Caserta – Due ragazzi in motorino colpiscono al volto, con una pistola ad aria compressa, un giovane migrante proveniente dalla Guinea.
  9. 26 luglio, Partinico (Palermo) – “Sporco negro, torna al tuo paese” così un senegalese di 19 anni viene insultato e poi picchiato mentre serve ad un bar.
  10. 29 luglio, Aprilia – Un marocchino di 43 anni muore dopo essere stato picchiato da tre cittadini del posto.
  11. 3 agosto, Pistoia – Un 23enne originario del Gambia viene insultato – “sporco negro” – e aggredito con uno o due colpi da pistola scacciacani.
  12. 15 agosto, Partinico (Palermo) – Un gruppo di immigrati, in attesa del pulmino per la comunità che li ospita, viene insultato e picchiato.
  13. 16 agosto, Aprilia–  Un 50enne del Camerun con regolare permesso di soggiorno colpito a un piede da un piombino sparato da una finestra, responsabili tre amici: un 19enne e due minorenni di 16 e 17 anni.

PD Terracina