Argo #4

Costruita su note personali, questa rubrica quindicinale ragiona insieme ai suoi lettori su un progetto di futuro da affidare a una “nuova generazione di Argonauti“, pronti a salpare ancora una volta alla ricerca del “vello d’oro”.

Terracina non ha mai avuto un’opinione pubblica attenta e critica. Oggi, manca del tutto, e l’assenza si fa sentire, perché può accadere qualsiasi cosa e nulla si produce quale antidoto al degrado civile, sociale e culturale.

Anno dopo anno, somigliamo sempre più ai quartieri periferici delle metropoli del sud del mondo. Resistiamo ancora grazie al patrimonio storico e alla bellezza del mare.

Negli ultimi tempi, da più parti – associazioni, amministrazione comunale, cittadini – avanza un racconto di Terracina legato al passato, ad una sua ostentata esaltazione e ingiustificata mitizzazione.

Nell’impossibilità di fermare il tempo e di comprendere eventualmente come cambiare il presente, si preferiscono le presunte certezze e “benessere” di ieri, dove tutto diventa comprensibile per il semplice fatto ch’è già accaduto.

Eppure senza uno sforzo collettivo non sarà possibile risollevare questa città. Senza un’opinione pubblica, politici competenti, intellettuali “onesti”, imprenditori rispettosi delle regole, giovani attivi, sarà difficile imboccare la strada di uno sviluppo diverso.

Ed è questo il momento di progettare insieme e dare forza all’albero della politica, ritrovare un “comune sentire” e di dire anche le cose che tutti per troppo tempo abbiamo taciuto.

Noi stessi dobbiamo fare di più e meglio, anzi, diversamente, proprio come diceva Einstein (“Non si risolve un problema con lo stesso meccanismo che l’ha creato”).

Dobbiamo essere in grado di una “metamorfosi”, per inoltrarci sulla strada, dopo aver valutato e soppesato quel che c’è da portare con noi e quello che dobbiamo lasciare, per sempre.

ARGO nasce da un’idea di
Armando Cittarelli