Argo #5

Costruita su note personali, questa rubrica quindicinale ragiona insieme ai suoi lettori su un progetto di futuro da affidare a una “nuova generazione di Argonauti“, pronti a salpare ancora una volta alla ricerca del “vello d’oro”.

E’ da un po’ di tempo che mi capita di incontrare amici o anche conoscenti che, senza ricevere particolari stimoli, arrivano presto a dirmi “E’ troppo, è davvero troppo!”. Si riferiscono all’amministrazione comunale, al governo cittadino della destra ch’è prossimo alla tappa dei venti anni.

Sì, penso anch’io che siano troppi. Cosa è successo, nel frattempo? Come abbiamo fatto a sottovalutare quel che accadeva e a compiere fondamentali errori.

Anche da qui ha preso le mosse l’esigenza di provare a costruire un “senso” alla condizione delle persone – donne e uomini – della nostra città, alla cura del desiderio, quale necessario stato per aver voglia di cambiare le cose. Così abbiamo dato forma – Alessandro Ceci ed io – ad una serie di riflessioni su Terracina, raccolte in libro: “L’albero della politica”.

L’albero è una grande metafora della vita degli uomini e quella più ricca di conseguenze è contenuta nella Bibbia: laddove Adamo ed Eva scoprono l’albero della conoscenza. Generazioni che si susseguono nella storia, cresce il corpo dell’albero e con esso nascono rami, foglie e frutti.

L’albero della politica non è solo un’altra metafora che questa volta fa leva dalle radici, piantate saldamente nei luoghi e nell’intelligenza dei cittadini. E’ anche e, soprattutto, un progetto da realizzare insieme, capace di un buon futuro.

Interrompere il “ventennio” della destra non sarà possibile senza una responsabilità nuova. Le condizioni di malessere che ci son tutte in questa città sembrano non bastare. Esse restano intrappolate dalla mancanza di “desiderio” e da un diffuso difetto percettivo che blocca ogni piccola forma di ripresa civile. C’è bisogno di uno “scatto”, di una profonda immersione nella realtà. Il nostro libro prova a compiere tutto questo, a partire da una necessaria ed irrinunciabile partecipazione di forze sociali e politiche, di uomini, donne e giovani.

ARGO nasce da un’idea di
Armando Cittarelli