Argo #8

Costruita su note personali, questa rubrica quindicinale ragiona insieme ai suoi lettori su un progetto di futuro da affidare a una “nuova generazione di Argonauti“, pronti a salpare ancora una volta alla ricerca del “vello d’oro”.

Poco meno di diciassette giorni dopo il passaggio del “mostro”, comincia la ricostruzione del “Viale”. Andremo veloci, sta arrivando Natale…nel frattempo, se avete idee e proposte per il Viale che verrà, scrivete a rinasceilviale@gmail.com… La città è di tutti…

Questo, quanto scritto sui social dal nostro sindaco – dove il “mostro”, per qualche istante, sembrava alludere alla statua collocata qualche mese prima sul lungomare. Il sindaco, l’amministrazione, chiedono – perché “la città è di tutti” – qualche idea per il “Viale che verrà”. Bene, verrebbe da dire. Invece no, non va bene per niente.

Non voglio esagerare e nemmeno sottovalutare ciò che oggi è all’ordine del giorno della nostra città. E mantenere il senso delle proporzioni, la disponibilità a cogliere quello che non è immediatamente evidente e che, spesso, è nascosto nei luoghi più trascurati, fuori dal tour della comunicazione, dei like, e della propaganda – qualche volta legittima – troppo spesso simile alla manipolazione.

C’è, quindi, da tener fermo un punto politico, dove davvero non ci interessa il singolo albero ma la foresta. Cioè la nostra città, quel che dovremmo cominciare a trasformare e vivere in modo diverso.

Uno degli elementi caratteristici dell’evoluzione delle città è la “ciclicità”. Terracina, è una media città “compatta”, che dopo lo sviluppo, spesso senza controllo, dei decenni passati – badate del secolo scorso! – ha concluso il suo ciclo. Se vuole vivere deve aprire un nuovo ciclo, che non è affatto scontato che sia questa volta profondamente legato alle sue vocazioni naturali e storico-culturali.

Studio dell’Arch. Piercarlo Torri

Allora, il “Viale che verrà”, non può essere solo oggetto dell’attenzione e dell’amore dei suoi abitanti, ivi compreso, senza dubbio, il nostro sindaco, in maniera estemporanea. Se davvero, com’è vero, che il Viale della Vittoria, è uno dei luoghi-simbolo della città, non possiamo che utilizzarne la valenza in modo intelligente e complessivo, per metter mano ad una idea nuova di città.

Il futuro non è mai qualcosa di sorprendente, che non ci aspettiamo, qualcosa che non potevamo prevedere. “Il futuro arriva alle spalle” ci ricordano gli antichi Greci: loro sapevano – meglio di quanto proviamo oggi a capire – come il futuro sia il risultato della responsabilità e delle conseguenze delle scelte compiute.

Studio dell’Arch. Piercarlo Torri

Oggi, possiamo compiere le scelte che preparino il futuro della nostra città, un “buon futuro”, e al contrario – laddove fossimo ripiegati sulla lunghezza di qualche metro di strada, pur importante – il perpetuarsi di un vuoto “fare” senza prospettiva.

ARGO nasce da un’idea di
Armando Cittarelli