Argo #9

Costruita su note personali, Argo è rubrica quindicinale che ragiona insieme ai suoi lettori su un progetto di futuro da affidare a una “nuova generazione di Argonauti“, pronti a salpare ancora una volta alla ricerca del “vello d’oro”.

Gregorio I. Dipinto, Antonello da Messina, XV sec.
E’ consuetudine che alla fine dell’anno si facciano bilanci. Siano essi privati – anche quelli più intimi – che pubblici. Ma si fanno anche progetti, si promettono e ci si promette cambiamenti. Si fanno propositi sani e benauguranti per chi si ama, si coltivano speranze per un miglioramento anche della comunità nella quale si vive.

Terracina, nella memoria del suo 2018, ricorderà prima di tutto il tragico evento del 29 ottobre – che ha distrutto in modo particolare il viale della Vittoria – le vittime e lo sradicamento di alberi quasi secolari.

Da una lettera di Gregorio Magno (590-604), al vescovo di Terracina-Fondi, Agnello, veniamo a conoscenza dell’esistenza di pagani nelle campagne di Terracina, i quali erano adoratori degli alberi. Contro i pagani il papa chiede l’intervento della forza pubblica.

Le cronache non ci dicono se ci sia stato anche un accanimento contro gli alberi. I fatti di questi mesi ci fanno pensare che contro gli alberi ci siano in atto crociate postume: potessero parlare, anche gli alberi, in questo fine anno, farebbero propositi migliori, propositi di inclusione.

Noi che parliamo, che siamo gli umani, facciamo di tutto per ricordare che non siamo creature mansuete, predisposte all’altruismo.

L’apparato psichico… è tendenzialmente conservatore, la sua pulsione primaria è securitaria: rigetta il cambiamento, rifiuta il mondo in quanto straniero e apportatore di stimoli ingovernabili. La sua tendenza non è verso l’apertura, ma verso la chiusura. Per questo l’odio precede sempre l’amore, come il rifiuto precede sempre l’accoglienza.

cit. Massimo Recalcati.

E’ quanto hanno pensato e subìto le donne e gli uomini del Consiglio comunale della nostra città, che approvando il nuovo “Regolamento di Polizia Locale” hanno reso praticabile ed opportuna la discriminazione religiosa, la persecuzione della povertà e del bisogno, negato ogni opera di civiltà. Come se davanti alla paura, al panico di questo momento storico che favoriscono l’identificazione della massa e la ricerca di un padrone che prometta la soluzione di tutti i problemi, non ci fosse al contrario bisogno – non solo per l’anno che viene – di una politica della civiltà.

Una politica che non cede alla pulsione e alla seduzione dell’odio, la difesa primitiva della conservazione e il rifiuto dello straniero, la xenofobia dell’istinto di sicurezza.

ARGO nasce da un’idea di
Armando Cittarelli