In ricordo di Zia Maria

ELEGIA DI VITA

Sull’uscio del novecento, appena socchiuso,
dove tutto bruciava e si scavavano cimiteri,
lei veniva dal mare come se fosse indicato
il suo avvenire, la fretta della felicità,
la scoperta di rive e frutti d’estate.

Credeva nelle mani che stringono.
Credeva nella forza dei sogni.

Non mancarono luci fasulle e parate,
imparò la differenza e l’uguaglianza.
Arrivò il voto ed anche per lei
si fece la repubblica e la costituzione.

Per quel che traborda così come
per l’assenza, il mondo si faceva
paesaggio e parola, speranza
di una rossa bandiera.

Distinti nella materia o riflesso
evanescente di quanto è alto, largo,
vibrazione o calma regolare
crescita di altre vite.

Ancora guarda sicura del guardare.
Lei parla sicura del parlare e
non ha esaurito le domande.

Canta la sera quando lascia i piedi
sul letto, vicina così vicina
al suo compagno fermo sul sentiero.

Si alzano presto prima del giorno,
tutte figlie di un dio moderno che detesta
scegliere. Loro avanzano
in progressione tra figli e nipoti.

Lei ancora oggi vi potrà dire
che sta nel mondo
come le stagioni e le montagne
che guardano nuovi orizzonti.

Armando Cittarelli