Argo #14

L’esistenza di Zia Maria (Maria D’Ammizio), ha attraversato tutto il novecento (il secolo breve, in una calzante definizione di Eric Hobsbawm) e diciannove anni di questo secolo.

Giovanissima iscritta al partito comunista, del quale ha seguito e condiviso le vicende dal dopoguerra fino alla nascita del partito democratico. Zia Maria è stata una donna attiva e non ha mai cessato di sentirsi partecipe alla sinistra e al suo popolo. Il suo ruolo pubblico si è identificato con la storia e le vicende di una comunità ben più ampia e non solo politica.

Per i greci antichi la felicità consisteva nella buona realizzazione del proprio demone. L’oracolo di Delfi, a coloro che chiedevano lumi per raggiungere la felicità, rispondeva: “Conosci te stesso”. Cioè conosci il “demone” della tua vita e della tua passione, e se sarai in grado di conoscere la tua misura, senza mai oltrepassarla, raggiungerai l’eudaimonia, cioè la felicità.

Oggi mi sento di dire che zia Maria è stata una persona felice, perché ha conosciuto se stessa, la sua misura, ed ha praticato la capacità di non oltrepassarla.

L’eroismo non è fatto solo di grandi imprese, di successi e vittorie. C’è un eroismo più segreto, che non ha bisogno di proclami. E’ quello di coloro che cercano se stessi, che non dimenticano i propri sogni e gli ideali, e che nella vita quotidiana, delle relazioni, di una famiglia, si comportano in modo che quei desideri, quei sogni possano tradursi in azioni praticabili concrete, anche se spesso bisogna accettare qualche dura sconfitta.

E quel che succede a queste persone – come è stato per zia Maria – è l’accadere della vita, del proprio tempo, dove nulla è scontato, dove l’essere è sempre incline al cambiamento, conoscendo che una vita ferma, rigida è già un’anticipazione della morte.

ARGO nasce da un’idea di
Armando Cittarelli

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