Argo #15

La dichiarazione di dissesto finanziario del Comune di Terracina nel 2011 e le dimissioni di tredici consiglieri comunali che portarono alle elezioni amministrative anticipate del 2015, sono tra i fatti più salienti di questo decennio, della vita politica della città. Entrambi hanno suggerito a Nicola Procaccini una “ricostruzione” da portare in scena a teatro, e di più sul dissesto la pubblicazione di un libro.

L’obiettivo è stato evidente da subito: segnare una cesura con l’amministrazione precedente, creare un campo nuovo che rendesse evidente – nelle intenzioni di Procaccini – l’esistenza di una destra diversa, civica. Dieci anni di malgoverno di Stefano Nardi e soci, erano troppo pesanti da assumere anche per coloro che di destra sono. Ad osservare i risultati elettorali l’obiettivo pare raggiunto. Certo, pochini a chiedersi le condizioni di vita dei cittadini e della città. Ma di questi tempi chi è disposto a farsi attento osservatore dei fatti?

C’è una classifica mondiale dei paesi che misura la distanza dell’opinione pubblica tra ciò ch’è la realtà e ciò ch’è la percezione della realtà. L’Italia è al primo posto. Non volete che i terracinesi non siano ancora più bravi?!
Alla scadenza naturale del mandato di Procaccini, la destra potrà festeggiare il suo “ventennio”. Vent’anni sono molti, quasi una generazione. Vent’anni sono un periodo temporale sufficientemente esteso per intervenire sullo sviluppo ed il progresso di una città. Ma la destra di Procaccini non è stata e non può essere diversa da quella di Nardi. La percezione, però, è ciò che conta e non solo per gli elettori.

Nicola Procaccini, è un buon stratega. Ma gli piace vincere facile. Il carattere delle persone è importante nella vita, e lo è anche di più in politica. Il carattere di una parte degli oppositori di sinistra agli anni di amministrazione di Procaccini, la sua stessa generazione, ha determinato una “escalation” politica difficile da immaginare ed ora evidente. Oppositori di ieri “accampati” nel cortile della destra.

Una generazione che ha avuto incarichi ed investiture e che nel volgere di pochi mesi ha rivelato una diversa “natura”. Forse, ha sempre pensato esattamente quel ch’è la sostanza “culturale” della destra, che perciò non poteva contrastare efficacemente: il bene comune è da difendere solo se coincide con il proprio benessere, altrimenti, è meglio realizzare il proprio successo, la propria ambizione.

Perché è in queste considerazioni e dentro questa cornice, che si collocano: prima il voto a favore del Bilancio degli ex consiglieri comunali del PD, e poi l’iniziativa di un dirigente del PD, finalizzata al sostegno della candidatura europea di Procaccini, candidato della lista “Fratelli d’Italia”.

Chiudo qui “Argo”. Ci sarà tempo per tornare in modo dettagliato e preciso sulle questioni di oggi.

ARGO nasce da un’idea di
Armando Cittarelli