Argo #16

Non si può tacere della tappa di Terracina del Giro d’Italia.
Il ciclismo è stato un fenomeno sportivo importante e popolare, cresciuto e raccontato nelle storie di ciclisti e uomini più vicino alla natura di semidei e che hanno incarnato molto più di normali emozioni sportive. Qualche volta sono stati sentimenti così radicali che hanno generato scuole di pensiero, di costume e di vita.


Oggi quel che è rimasto è del tutto diverso, troppo dipendente dagli interessi economici che, d’altronde, hanno permeato la società intera. Così i “politici” colgono l’occasione per entrare nel “gioco” e dimostrare ai cittadini-elettori di lavorare per la promozione del territorio e della città.


Qui, da noi, al di là delle capacità dell’organizzazione generale del Giro, quel che abbiamo visto è la perdurante inefficienza ed inefficacia dell’amministrazione. Si sono asfaltate strade e “ricuciti” marciapiedi fino alla notte precedente l’arrivo della carovana del Giro. Il nuovo asfalto ha coperto la segnaletica orizzontale che ancora oggi, dopo settimane, non è stata ripristinata.
Questa è la città dove l’ordinaria amministrazione pare un evento di grande capacità amministrativa. Chi non ricorda il post dell’attuale assessore ai lavori pubblici che sui social si esaltava per la sistemazione, dopo anni, di un cartello segnaletico.


E’ così. Ci interroghiamo, forse in numero sempre più ridotto, e spesso incapaci di trovare risposte, su quello che un cittadino dovrebbe chiedere ai propri amministratori, a coloro che ad ogni tornata elettorale, gratifica di valanghe di voti. Dato il consenso vasto che gode il centrodestra in questa città, ritengo che i terracinesi siano soddisfatti e compiaciuti. Anche perché – nel lasso di tempo di queste note di Argo – il sindaco Procaccini s’è guadagnato l’elezione al Parlamento europeo.


Sono tanto semplici gli uomini, e tanto obediscano alle necessità presenti, che colui che inganna troverà sempre chi si lascerà ingannare.” Così scriveva il nostro Machiavelli.


Vi sento. La vostra obiezione – i terracinesi non sono tutti “creduloni”! – non è pertinente. E non voglio provare nemmeno a ridicolizzare il verdetto elettorale. C’è qualcosa di più profondo che ha a che fare con il “come” tante individualità siano cresciute e “cosa” le ha definite.
Essere cittadini e membri consapevoli di una comunità non è una condizione scontata. Non è una questione “burocratica”, non si acquista formalmente.

Prometto che su questo torneremo a riflettere.

ARGO nasce da un’idea di
Armando Cittarelli