Argo #17

D’altronde, dopo aver realizzato chilometri di piste ciclabili, dopo aver risolto i problemi quotidiani di mobilità dei cittadini come collegamenti casa-lavoro-scuola-parchi, dopo aver in maniera consistente ridotto l’utilizzo del mezzo privato per gli spostamenti urbani, davvero era giunto il momento di qualcosa di eclatante, di superfluo, un più capace di strappare un sentimento di invidia – vado a Terracina, a vedere la pista ciclabile pensile, oh quale meraviglia!

Il progetto era stato annunciato un paio di anni fa, ora ci sono anche i finanziamenti. Davvero, il superfluo in questa città sfreccia su corsie preferenziali larghe come autostrade. Parlo della pista ciclabile “pensile”, sulla parte di levante, verso i campeggi, che sarà a carico delle casse comunali per oltre seicentomila euro.

D’altronde, dopo aver realizzato chilometri di piste ciclabili, dopo aver risolto i problemi quotidiani di mobilità dei cittadini come collegamenti casa-lavoro-scuola-parchi, dopo aver in maniera consistente ridotto l’utilizzo del mezzo privato per gli spostamenti urbani, davvero era giunto il momento di qualcosa di eclatante, di superfluo, un più capace di strappare un sentimento di invidia – vado a Terracina, a vedere la pista ciclabile pensile, oh quale meraviglia!

Il circolo di Legambiente di Terracina “Pisco Montano” ha reso pubbliche tutte le perplessità di un’opera del genere, che ha definito “una ideona”. Qualcun altro ha segnalato il pericolo di un “ecomostro” nella parte naturale, forse, più bella della costa.

Un colpo mortale prima di tutto al paesaggio così come s’è determinato nello scorrere di centinaia d’anni e poi, un colpo a serie politiche di progresso della comunità, nel senso di quel che scriveva Settis: “Una definizione operativa di “paesaggio” (anche urbano) non può prescindere dalla bellezza, ma non può limitarsi ad essa, e deve anzi passare dal paesaggio come oggetto “estetico” (da guardare) al paesaggio come dato “etico”: un paesaggio da vivere, legato alla salute, alla felicità e al benessere dei singoli e delle comunità, all’equilibrio economico e alla produttività”.

ARGO nasce da un’idea di
Armando Cittarelli