#Argo 18

Correva l’anno 1957 quando prese avvio la corsa nelle strade del Bel Paese della Fiat 500. I bambini patteggiavano con i genitori il riposo notturno a dopo le venti “subito dopo Carosello”. I fratelli e le sorelle, in quell’estate, organizzavano le prime feste da ballo sulle terrazze sulle note di “Diana”, di Paul Anka.

E di notte, occhi un po’ più attenti, potevano osservare nel cielo la scia dello Sputnik 1 e nelle sale cinematografiche il grande pubblico conosceva il genio di Kubrick, il regista di “Orizzonti di gloria”.

I tifosi del Milan esultavano per lo scudetto.

A Terracina, si accendevano le luci – tra via Giansanti e Piazza Buozzi – del Centro Sociale della Comunità di Terracina. I protagonisti sono stati dei ragazzi che prima di tutto amavano la propria città e che per questo, desideravano e cercavano di renderla migliore. Quei ragazzi, osteggiati in ogni modo, di un “secolo breve” eppure ricco di speranze e di sogni. Qualcuno oggi è tra i “sopravvissuti” ma la “Comunità” – così veniva chiamata dai terracinesi – è stato Agorà e luogo di formazione culturale e politica di diverse generazioni.

Il luogo che da trent’anni è la Biblioteca comunale, intitolata ad Adriano Olivetti, che di quel movimento degli anni cinquanta, fu l’ideatore ed il protagonista. L’unica biblioteca comunale, abbandonata al proprio destino di lento degrado. Perché, poi, è questo il dato di fatto. E la vicenda della chiusura-riapertura in data 9 luglio 2019, lo ripropone per intero. La direttrice non poteva fare altro che tutelare la salute fisica degli utenti e dei dipendenti. Non poteva e non può certo politicamente preoccuparsi della “salute” dello spirito dei cittadini, ch’è tutta in capo alla responsabilità della giunta e della maggioranza che la sostiene.

Correva l’anno 2019 quando nel mese di gennaio la luna ci ha presentato lo spettacolo dell’eclissi totale. Il movimento dei gilet gialli impazzava nella vicina Francia, e il paese ricordava la nascita (cinquecento anni fa) di Leonardo Da Vinci. La Juventus infilava il suo ottavo scudetto di fila…

Terracina, messa all’angolo, tra street food e movida notturna senza regole e decibel da rispettare, assiste impotente alla sua lenta omologazione.

I luoghi della sua identità deperiscono, insieme alla sua prospettiva di “buon futuro”.

ARGO nasce da un’idea di
Armando Cittarelli