Argo #20

Un’altra estate ci lascia. Si porterà l’ennesima finzione che ormai da molti, troppi anni, questa città mette in scena soprattutto nella “stagione” – come da gergo dei nostri nonni.

Giorni e notti uno dopo l’altro, all’insegna del vivere facile e spensierato e tutto il corollario che ben conosciamo.

La finzione che, nonostante tutto, vada bene così, che non ci sia altro da fare, e che il caos generato in fondo sia il prezzo da pagare, in cambio di un turismo da soddisfare, di entrate economiche che altrimenti non arriverebbero, con danno ulteriore del già precario tessuto economico e delle condizioni sociali della città.

In verità, siamo stanchi un po’ tutti dell’andazzo. Perché non esistono contrappesi validi allo squallore “consumistico” che sta trasformando anche il centro storico alto, in un enorme e prezioso “centro commerciale”, dedito allo spaccio di cibo e liquidi vari, con pochi punti di qualità.

Manca una visione della direzione di marcia, la consapevolezza dell’essenza vera delle aspirazioni di una comunità, per realizzare uno sviluppo equilibrato, un benessere autentico, completo per tutti coloro che decidono di viverla, siano essi residenti ovvero turisti per occasioni o periodi più o meno lunghi.

Settembre è il mese del ripensamento, sugli anni e sull’età. Dopo l’estate porta il dono usato della perplessità…” così cantava Guccini. Spesso settembre ci porta l’amaro dei bilanci e, quindi, dei propositi. Ecco, io penso che a noi tutti, occorrerebbe il dono nuovo della “responsabilità”.

Porterò tra le immagini di questa estate quella dell’avvocato romano che, con spazzola e secchio, pulisce la scalinata della nostra cattedrale.

Avvocato romano pulisce scalinata della Cattedrale di Terracina, estate 2019

Lo sconosciuto ha dato sostanza a questa parola, spesso abusata. Quella responsabilità che come cittadini dimentichiamo di coltivare e dimostrare, davanti al consumo di città e di benessere che viene perpetrato. Una girandola infinita di luoghi comuni che, non paga degli avvenimenti “contemporanei” della festa continua, arriva ad inventare tradizioni e luoghi.

Non è possibile continuare a subire. Responsabilità è anche questo, prendere atto che tutti noi meritiamo di meglio. I cambiamenti non si realizzano però con le invettive o le lamentazioni, e nemmeno con lo scorrere del tempo sperando in un qualche miracolo.

C’è bisogno davvero di una nuova stagione, non quella che ci stiamo lasciando alle spalle – l’estate – ma una nuova stagione della politica.

ARGO nasce da un’idea di
Armando Cittarelli