Argo #21

Terracina ha ancora un cuore di spazi pubblici che pulsa di sentimenti e memorie collettive ma la tendenza è quella della loro scomparsa e sostituzione, con nuovi luoghi strutturati unicamente per il consumo e l’intrattenimento.

Da oltre mezzo secolo non si costruiscono nuove piazze. Non si realizzano nuovi giardini e parchi e quelli esistenti sembrano un “peso”. Si tagliano alberi. Restano nell’incuria beni storici e culturali. La biblioteca comunale cade a pezzi. E non si capisce per cosa sia stata costituita la Fondazione “Città di Terracina”.

Lo spazio pubblico combatte una battaglia dove è sempre sconfitto dalle funzioni economiche dell’uso dello spazio. A quando una kermesse nel teatro romano? La commercializzazione del patrimonio culturale, la trasformazione del Centro storico alto in centro commerciale, interpretano il passato solo in chiave nostalgica, e gli spazi urbani ricostruiti ci consegnano significati parziali e distorti della memoria.

Qui, avanza concretamente il pericolo di perdere la dimensione e l’esperienza del luogo, la spontaneità delle relazioni umane.

Terracina non è una città per i giovani e le donne, non è una città per i vecchi. Terracina, è la città dove tutti possono fare quel che vogliono. Non ha regole, in nessun campo e settore. Una decadenza del tessuto sociale e civile preoccupante. Insicura e sciatta, dove il “consumo” aggredisce tutto e tutti. E una città senza regole, è una città di nessuno.

Terracina è amministrata da oltre 18 anni dal centrodestra. Prima Nardi e poi Procaccini. Quelli degli ultimi anni si sono riuniti domenica 13 ottobre. E’ un vero favore fatto ai cittadini, perché c’erano proprio tutti, a sottolineare – se ce ne fosse bisogno – una verità: noi siamo stati i protagonisti, gli artefici, i responsabili.

Forse, mai come ora la situazione è chiara. Loro si son presentati, li conosciamo per bene. Per favore, tutti coloro che non si son mai riconosciuti o che non lo fanno oggi, in queste forze del centro destra, sappiano esser chiari e coraggiosi. Propongano idee, progetti e la politica che serve a cambiare la nostra città. A cominciare dal PD e dal Movimento 5 Stelle, ai quali in molti guardano per la fine di un “tragico” ventennio.

ARGO nasce da un’idea di
Armando Cittarelli

1 commento

  1. Antonio Giulio Di Mario

    Oggi pomeriggio si riunira’ la Direzione nazionale del Pd che indichera’ un nuovo modo per gestire la vita interna del partito e su come collocarlo nel diverso contesto politico rispetto a due mesi fa. E’ molto probabile che il giusto sbocco del confronto derivante da questa prospettiva non potra’ che essere la convocazione di un congresso straordinario del Pd. Se questo e’ il percorso a breve termine, i territori giocheranno un ruolo determinante utile a portare le istanze delle periferie al centro. Ma dovra’ essere un confronto basato su ideali,valori, cultura e solo dopo sulle alleanze elettorali. Un concetto che vale anche per il circolo di Terracina che dovra’ senza dubbio aprirsi ad un dialogo valoriale con le tanti parti della comunita’. A mio parere, Terracina ha vissuto nell’ultimo decennio un vero e proprio cambiamento che definerei di natura “antropologica”. Ecco un partito, che e’ tornato al governo del Paese, ma che non governa da un ventennio questa citta’, ritrova essenza e radici se comprende con chi si confronta e su come deve cambiare rispetto alla realta’ intorno. Fa bene Armando Cittarelli a prefigurare un possibile “cartello” per affrontare le vicine elezioni amministrative del maggio 2020. Ma bisogna tener presente se si può lavorare a una comune prospettiva con i 5Stelle locali, sapendo che le due parti sono soggetti diversi e su alcuni punti sono molto distanti.  Il consiglio che mi permetto di avanzare in queste poche righe che scrivo e’ quello di aprire porte e finestre e fare entrare nel Pd terracinese l’aria della vita che gira intorno. Bisogna andare dalle persone nei luoghi dove si trovano, saperle ascoltare con animo libero, organizzare una manifestazione pubblica per poterle ascoltare alla luce del sole ed in campo aperto. Solo dopo si potra’ pensare come partecipare alle prossime elezioni amministrative per poter essere davvero utili alle esigenze della Comunita’ viva di Terracina.
    Antonello Di Mario

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