Arene, un quartiere a vocazione culturale privo di una visione ed un progetto urbanistico

La situazione del quartiere Arene è quella di uno dei quartieri storici della città in stato di abbandono e privo di un’idea di sviluppo generale.

Un luogo, dove è quasi impossibile camminare a piedi su un marciapiede, dove ad ogni pioggia ci sono degli allagamenti che rendono la mobilità e la viabilità difficile, dov’è datata la manutenzione stradale, dove la chiusura di molte attività economiche lo lasciano apparire un quartiere morto, dove la mobilità estiva espone a lunghe file di macchine destinate verso il centro con conseguente peggioramento della vivibilità dei residenti, dove le aree verdi sono pressoché inesistenti o comunque non riqualificate e dove l’unica novità di questi anni (si fa per dire novità ma sarebbe da rubricare come ulteriore negatività) è stata un’antenna per le trasmissioni radio che ha ingenerato, giustamente, indignazione e preoccupazione tra i residenti.

Insomma, tutta una serie di criticità forti su un quartiere già ampiamente compromesso dalle numerose licenze edilizie che lo hanno visto nascere in maniera scomposta e speculativa.


Quello che pero non condividiamo, rispetto ad un articolo uscito oggi sulla stampa locale, è l’assenza di vocazione.

Il quartiere Arene è il quartiere dove insistono numerose scuole e la biblioteca comunale, che ne fanno un quartiere sicuramente a vocazione culturale.
I diversi plessi scolastici che insistono sull’area, a cui sembra accodarsi prossimamente anche il Filosi (vedremo se sarà vero), e i servizi della cultura, impongono assolutamente anche un ripensamento urbanistico e di mobilità all’interno dell’intero quartiere.

In questo senso, sarebbe importante, lavorare per mettere in rete gli istituti scolastici attraverso scelte urbanistiche e di mobilità il più possibile alternativa alle automobili.

Sarebbe corretto trasformare un quartiere critico per l’eccessiva affluenza di persone e mezzi di trasporto, soprattutto nelle ore di affluenza e deflusso delle scuole, in un modello di sviluppo sostenibile utile anche ad altre aree della città che vivono lo stesso disagio.

In questo senso, riteniamo che è stato un grave errore vendere o meglio svendere “Villa Adrover” a privati in quanto la stessa poteva essere riqualificata e destinata a nuova sede della biblioteca “Olivetti”, un modello per quantità e qualità dei testi e per il numero di visite giornaliere, anch’essa segnata dal tempo e dall’incuria di questa amministrazione.

Di particolare importanza, poi, è anche la riqualificazione dell’area verde di “Via Jurmala”, sempre più desolata ed in stato di abbandono. Uno dei pochi spazi verdi del quartiere che andrebbe tolto interamente dalla lista dei beni alienabili ed inserito in un programma “pubblico” di riqualificazione urbana che ne rispetti l’originaria destinazione.


Insomma, un quartiere, quello delle Arene, ancora importante e vivo nonostante sia fermo ormai da almeno a 20 anni.

Un luogo segnato come tanti nel nostro comune, da una palese e storica “mancata visione strategica”, dove l’assenza di proposte serie e concrete di questi ultimi anni di centro destra hanno lasciato spazio ad errori e promesse elettorali che oggi mostrano i segni indelebili del loro fallimento. Il tutto, con il rischio di un concreto pregiudizio anche di possibili margini di sviluppo ancora esistenti verso i quali occorre agire non con la solita visione fatta di interventi di facciata, a cui ormai siamo abituati, ma con una visione ambiziosa e dal carattere generale e lungimirante.

Il Circolo.