Argo #23

Argo #23. Una volta per conoscere il mondo, bisognava uscire di casa.

Oggi si ritiene che il mondo sia quel dispositivo che chiamiamo telefonino. La casa è uno spazio vuoto dove entra il mondo “connesso”, e la realtà dove siamo davvero immersi, ci appare estranea, si dirada o lentamente si spegne.

Genesio Cittarelli era un uomo nato nel 1923 in questa città, ed è stato un intellettuale del Novecento. Nel suo nome, il 23 novembre u.s., oltre duecento cittadini sono usciti di casa e hanno riempito l’Aula Magna dell’ITS “A. Bianchini”.

Argo #23 Genesio Cittarelli
Argo #23. Locandina evento “ITS A. Bianchini”, 2019

Così, anche se per qualche ora, un piccolo miracolo è avvenuto, tra persone che hanno ricostruito un flusso di comunicazione e di memoria, che da qualche parte nei decenni passati s’è interrotto.

Una parte della comunità s’è ritrovata nell’esperienza di un pezzo della sua storia. Per una volta uniti nella consapevolezza di promuovere una visione del mondo – certo di un piccolo universo di provincia – nel rispetto della sua verità e non, come quasi sempre accade, della sua utilità.

L’uomo è un “essere-nel-mondo” – da definizione di Heidegger – e per capirlo occorre prima di tutto comprendere il mondo che quell’uomo costruisce e abita. A tale fatica si è dedicato negli anni Genesio Cittarelli, come nessun altro.

Un secolo breve il Novecento, che ci ha raccontato, guardando negli occhi gli uomini e le donne e, soprattutto, ricostruendo la loro “parlata”, una lingua di origine umbra-ciociara che s’è costituito, come corpo linguistico e grammaticale, una lingua popolare e viva di questa comunità fino agli anni cinquanta del secolo scorso.

Il Format proposto dagli organizzatori – e al quale ho dato un piccolo contributo – s’è rivelato convincente ed efficace, anche nella sua parte “scenica” ben resa dagli attori del “Piccolo teatro” guidati dal regista Roberto Percoco.

Argo #23 Genesio Cittarelli
Argo #23. Da sx: Giulia Cittarelli, Armando Cittarelli, Roberto Percoco

E’ venuta avanti la dimensione di un mondo reale dove l’esperienza dei padri poteva essere trasmessa ai figli.

Oggi, questo non può più accadere.

Ai giovani di questo tempo manca proprio il mondo, perché rinunciano ad abitarlo per stare nel web. Così tutti viviamo una cesura, dove accade che non può esserci trasmissione d’esperienza e di memoria, perché si vivono mondi diversi.

La storia umana, è storia di comunità, di gruppi di appartenenza.

E se un messaggio possiamo accogliere da parte di Genesio Cittarelli, questo intellettuale terracinese, è proprio quello di una riflessione sulla nostra comunità – come spesso ci ha ricordato anche Emilio Selvaggi, altro grande intellettuale di questa città – che negli anni è stata terra di “forestieri” che hanno lottato e lavorato per definirla quale luogo identitario e multietnico.

ARGO nasce da un’idea di
Armando Cittarelli