Argo #24

Questo numero di Argo cade nella settimana di Natale, il classico periodo durante il quale si fanno discussioni sul “come eravamo”, e si prende atto, magari con diversi punti di vista, di quel ch’è rimasto.

“Speriamo di sopravvivere alle feste”, viene da dire, quando superato il livello mai sufficiente dell’autoironia, in verità, ci rendiamo conto che davanti a noi restano pranzi, brindisi, auguri – “a te e famiglia” – messaggi e strette di mano di parenti e conoscenti.

C’era una volta il Natale, questa specie di convenzione e di sospensione del tempo e della realtà, dov’era possibile passare dal Presepe (la prima fiction del mondo occidentale) a Babbo Natale (innocente, poetica menzogna).

Cosa possiamo, oggi, ancora inventarci, di quale patto vivere il senso di comunità?

La città che godi, usando le parole di Italo Calvino, non è quella che ti offre “le sette o settantasette meraviglie, ma la risposta che dà ad una tua domanda”.

Quante domande restano senza risposta in questa città che si è accesa di luci e luminarie ma non cambia mai.

Qui ogni azione amministrativa, anche quella più semplice e normale, si trasforma nell’ennesima conferma di inefficienza e incapacità, equamente ripartite tra amministratori e burocrati.

In queste settimane ci siamo appassionati al giallo della caldaia della scuola “E. Fiorini”, come del decreto ingiuntivo del carburante dell’Ice park di piazza Mazzini. Sorpresi, poi, dall’intervento urgente (dopo un anno dal tornado del 29 ottobre 2018) sul tetto del Palazzo della Bonificazione, e perché no, a valutare la svolta storica di avere recepito nello statuto comunale la parola “sostenibilità”.

Infine, in sintonia più con il Carnevale, il comunicato stampa dell’assessore che invece di ammettere l’errore del posizionamento dei pali delle luminarie in via Derna, prova a porvi rimedio inventandosi, a partire dal 24 dicembre, un senso unico sulla strada.

Come nelle migliori “sceneggiate”, una trama comica di autore, in grado di suscitare ilarità ed applausi. Solo che qui si tratta del governo di una comunità, non c’è finzione, è tutto vero. Come è vera, ormai, la rassegnazione di molti cittadini che si sono abituati negli anni ad una classe politica incompetente.

C’è chi prova, con tenacia e volontà, a risalire la china, a riprendere discorsi quasi dimenticati. E’ possibile, allora, rifondare un patto nuovo tra cittadini, per fermare il degrado che ci attanaglia? Questi gli auguri che meritiamo di farci, tutti.

ARGO nasce da un’idea di
Armando Cittarelli