ARGO #25

Argo #25. Un ricordo.

Il cimitero di Campodimele è all’ingresso del paese. Nella mattina del 26 dicembre 2019, con il sole che giocava tra cappelle e lapidi, ci siamo ritrovati in molti, di generazioni diverse, a salutare Rocco Zannella. Era giusto che ritornasse là, nel luogo non solo della nascita.

Come giusto è stato che di lui parlassero “Nené” di Campodimele e per la comunità (Terracina) dove aveva messo su famiglia, e non solo, Francesco Cofano.

Ho conosciuto Rocco e Maura, sua moglie, nella sezione del PCI, verso la fine degli anni ottanta.

In questo tempo che ha capovolto il modo di essere degli uomini nella tradizione occidentale, il soggetto della storia non è più l’uomo ma la tecnica. Ebbene, Rocco riusciva, con la sua umanità, ancora a dedicare il tempo a “conoscere se stesso”, per essere non solo se stesso ma, soprattutto, “autentico”. Questo era la prima cosa che balzava agli occhi di coloro che lo conoscevano.

Rocco aveva ben compreso che guardare dentro di sé, volgere lo sguardo alla propria interiorità non cambia le sorti del mondo. La nostra interiorità non è altro che la risposta al mondo. Un mondo che per cambiarlo deve essere prima di tutto abitato, vissuto nella relazione con l’altro. In breve, è quello che Heidegger voleva dire quando ha concepito l’uomo come un “essere-nel-mondo”.

Per vivere, per provare a realizzare i propri progetti e se stessi, abbiamo bisogno di grandi sogni. Rocco lo sapeva, come sapeva che il sogno deve essere carico dell’energia e della potenza che solo la follia che ci abita è in grado di conferirgli. Solo così, possiamo sul piano della realtà, realizzare quelle cose attinenti al sogno e alla nostra essenza. La ricerca di se stessi non era per Rocco un limite autoreferenziale, ma la condizione per non falsificare la propria vita, per non prendere strade lontane dallo stile della propria esistenza: una condizione, appunto, dell’autenticità, della Sua autenticità.

Rocco Zannella
Rocco Zannella

Ci siamo incontrati, soprattutto, nella politica. Ricordo in una assemblea dell’Ulivo, Rocco che dice, all’indirizzo di tutti i presenti, “Armando, è sul traguardo del partito democratico che ci aspetta”. Non era una considerazione tanto per dire. Ancora una volta, ci interrogava tutti, e Rocco ci spiegava che la politica non è solo se stessa e che nessun individuo può agire positivamente in perfetto isolamento.

Il viaggio della politica è da fare in compagnia, e via via che progredisce guadagna consensi, compagni di viaggio, recupera radici e tutto questo produce energia, progetti nuovi in un itinerario con più direzioni. Nulla di più attuale, per le sorti di un vero partito popolare.

Ovunque tu sia, buena suerte, compagno.

ARGO nasce da un’idea di
Armando Cittarelli

2 commenti

  1. Maura Curati

    Grazie di cuore per questo ritratto di Rocco…. L’ umanità e la politica sono stati i tratti distintivi della visione del mondo di Rocco. L’umanità dell’altro, del più debole, fragile per tendergli la mano e, attraverso la politica, trovare le risposte adeguate ai suoi bisogni.

  2. Catia mosa

    Ho il ricordo di una bella chiacchierata fuori dalla mia scuola …una persona simpatica,intelligente ed aperta che ci mancherà.

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