ARGO #27

ARGO #27 Muore una biblioteca e la sua città


“Lentamente muore…”. Non voglio dire della poesia della scrittrice e giornalista brasiliana Martha Medeiros, voglio parlarvi dell’unica biblioteca della città: la Biblioteca “A. Olivetti”. Non è passato molto tempo da quando ne ho scritto, sempre in queste note, appena l’estate scorsa. Una situazione già precaria che, oggi, è il simbolo di ciò che muore, lentamente muore.

Biblioteca comunale A. Olivetti

Non è solo l’aggravarsi della “fruizione” dei suoi locali, per cui è rimasto appena sufficiente il prestito e la consultazione dei libri. Il punto drammatico è l’accettazione della decadenza, a cominciare dall’indifferenza nella quale l’Amministrazione comunale ha relegato la Biblioteca.

Non tutti sanno che quel luogo sul finire degli anni cinquanta, è stato un centro sociale, precisamente il “Centro sociale della Comunità di Terracina”, comunemente chiamato “Comunità”. Voluto da giovani, frequentato da generazioni diverse che al piano terra dell’edificio, hanno organizzato negli anni centinaia e centinaia di incontri ed assemblee.

In quel luogo, oltre la possibilità di accedere ad un importante patrimonio librario, è stato possibile vivere un apprendistato sociale e politico, davvero originale. Un luogo straordinario di identità locale. Quella identità locale visibile nelle piazze, nelle strade, nei monumenti.

Non c’è nessun altro popolo, come noi italiani, che ha legato la propria storia con il territorio e le città. Oggi, ogni città si ricrea una propria identità. Terracina ha smarrito la propria e fatica a ritrovarla. Ha subìto interventi occasionali, una sciatta gestione del patrimonio culturale, l’incuria di luoghi e l’abbandono di strutture una volta vitali.

Le Amministrazioni di centrodestra – quasi un ventennio – hanno abbandonato progetti importanti, dalla piscina al polo dei trasporti, alle piste ciclabili. Hanno dimenticato gli “obblighi” del privato nelle Convenzioni per i Centri Servizi di via Badino e Calcatore.

Sottovalutano le potenzialità di sviluppo per la città di strutture quali l’ex Ospedale e quelle dell’area del Molo. Sono anni che non si costruiscono nuove piazze, giardini e parchi e lo spazio pubblico è sempre sconfitto.

Eppure gli spazi pubblici sono il luogo degli incontri di una comunità di
cittadini che si riconosce nella città e sente di appartenervi.

“Lentamente muore” una città, quando la sua Biblioteca è lasciata morire.

ARGO nasce da un’idea di
Armando Cittarelli