25 Aprile. Festa della Liberazione

La Festa del 25 aprile rappresenta uno dei momenti più importanti della nostra storia.

La liberazione dalla dittatura fascista e dall’occupazione nazista, non è solo un fatto storico, che non ammette rivisitazioni fantasiose o opportunistiche, retoriche e prive di senso, ma è essa stessa motivo e fondamento della nostra democrazia repubblicana e del nostro vivere civile.
È quella vicenda storica, di cui è intrisa la carta costituzionale, che esclude i fascismi, di ieri, di oggi e di domani dalla casa della democrazia, non ammettendo fraintendimenti, ma solo un’idea liberale e democratica, attenta alle ragioni dell’individuo e dei suoi bisogni, in cui si affermino ogni giorno l’uguaglianza e l’autodeterminazione dello stesso.

Per questo motivo, trovo pretestuose le polemiche apparse in questi giorni sulla possibilità di svolgimento delle iniziative istituzionali.
Un pretesto assurdo per tentare di oscurare la storia e sabotare l’importanza del 25 aprile quale momento di alto valore storico e culturale della nazione.
Le celebrazioni pubbliche saranno eseguite, infatti, alla sola presenza delle autorità ammesse, dei rappresentanti delle associazioni combattentistiche e di A.N.P.I., nel pieno rispetto delle prescrizioni in vigore.

Noi del PD, invece, parteciperemo al ricordo attraverso la TV, le pagine social, le videoconferenze, le letture e sui balconi delle nostre case, al cospetto della bandiera italiana e sulle note di “bella ciao”, così come proposto da A.N.P.I.

Concludendo, è bello invece rievocare un passaggio del discorso di Giorgio La Pira, tenuto durante i lavori della Costituente, che spiega meglio di ogni parola l’ideale di libertà e democrazia ottenuto attraverso la liberazione e sancito nella carta costituzionale: “La Costituzione italiana è necessariamente legata alla dura esperienza dello stato totalitario, il quale non si limito a violare questo o quel diritto fondamentale dell’uomo: nego in radice l’esistenza dei diritti originari dell’uomo anteriori allo stato; fu propugnatore ed esecutore di questa tesi ovvero della teoria secondo la quale non vi sono diritti naturali ed originari bensì, solo concessioni e diritti riflessi che possono essere in qualunque momento il beneplacito di colui dal quale essi derivano, ovvero lo Stato”.

Buon 25 aprile a tutti.