Argo #32

Terracina al tempo del Covid-19. Non ci sono sorprese. Non è detto che le catastrofi ci rendano migliori.

Mi tornano in mente due tragedie planetarie, l’11 settembre 2001 e la crisi del 2008. Eventi epocali che ci hanno fatto pensare e dire che nulla sarebbe stato come prima. Invece.

Accadrà anche questa volta? Ed anche nella nostra città?

Si vede una “marcia” lenta, e decisioni non condivise, anche se l’Amministrazione parla di clima “collaborativo”. E non è bene. E’ un bene, invece, che le forze politiche abbiano sospeso lo “scontro” politico della campagna elettorale per le elezioni comunali – che ora sembrano rinviate a novembre – ma non si vede una decisa direzione condivisa. E da chi doveva essere concretamente offerta e praticata se non dall’Amministrazione? Finora, è mancato un fattivo confronto. Infatti, sia il Partito Democratico quanto la Lega, si son visti costretti, dopo le proposte, a delle note di critica.

Ovidio fa dell’incertezza una “teoria della realtà”, secondo Gardini, per cui si può credere – in senso quasi religioso – che le cose non siano mai definitive né finiscano, ma durino non durando, in un incessante rinnovamento. Né la realtà cambia unicamente di per sé, per impulso interno. Noi stessi…possiamo cambiarla, agendo con il gesto e con la parola.

La pandemia del Covid-19 ci ha travolto in tante certezze. E non sappiamo cosa fare. Io non so se saremo in grado di compiere quei cambiamenti necessari, sul piano individuale e sociale, trovare “i gesti e le parole”.

Saremo in grado di fare le domande giuste e di concorrere affinché la politica sia il luogo della decisione? Come la qualificava Platone, “tecnica regia”: perché mentre le altre “tecniche” sanno come si fanno le cose, la politica sa e perché bisogna farle.

Ci ricorderemo che non tutta l’informazione è uguale?

Avremo, finalmente, capito che quello ch’è scritto sul “web” non ha senso e, spesso, è utilizzato per disorientare ed istigare i peggiori sentimenti?

Ci ricorderemo che i beni e i diritti fondamentali quali la salute e l’educazione, non possono essere privatizzati o, peggio, considerati dei privilegi?

E, poi, il futuro non sarà unico. E non sarà certo. Oggi paghiamo la sottovalutazione di segnali del passato prossimo. Le pandemie del decennio appena trascorso.

E il futuro sarà rifondato solo con nuove regole e nuovi assetti di “potere”, a tutti i livelli: tra sicurezza sociale e diritto al lavoro, tutela dell’ambiente e diritto alla salute, formazione ed educazione permanente, superamento delle diseguaglianze.

Nulla ci verrà regalato, coraggio al lavoro!

ARGO nasce da un’idea di
Armando Cittarelli