#ARGO 35. Il manuale d’istruzioni della destra.

Minneapolis, Minnesota.
Una tranquilla città americana, dove da giorni è esplosa la violenza con saccheggi e un commissariato di polizia dato alle fiamme. Decine di manifestazioni e scontri in altre città del Paese, a causa dell’ennesimo episodio di poliziotti che con metodi violenti procurano la morte ad un cittadino di colore. E la morte di George Floyd, è solo l’ultima nel tempo.
Per molti versi, è un copione già visto: le comunità afroamericane si ribellano, partono manifestazioni di protesta nelle vie e nelle piazze, dove si mescolano frange violente e di veri e propri criminali, che innescano rapine e razzie nei negozi e nei supermercati. Così, nella campagna elettorale di Trump si apre un nuovo fronte, meglio conosciuto e più facile da manovrare, un classico vero e proprio: l’opposizione alle piazze di sinistra.
L’elettorato di destra di Trump, a stragrande maggioranza bianca, sente il vento, proprio come i ceti più conservatori, che si mobilitano nelle elezioni in nome della “nazione” e dell’ordine. Ed ora che la depressione ha causato oltre 40 milioni di disoccupati, tutto diventa ancora più semplice.

Terracina, Italia.
Una tranquilla e ridente cittadina di mare, nell’Agro pontino, quello definito da un ex-sindaco, qualche mese fa, “un modello di integrazione per lavoratori stranieri” e che, nel pensiero dell’ex-sindaco, meriterebbe d’esser proposto per il Premio Sakharov, assegnato dal Parlamento Europeo a coloro che dedicano la loro vita alla difesa dei diritti umani.
La nostra cittadina che abbiamo ritrovato nelle cronache nazionali e sui mass media della settimana passata, a proposito di quanto accaduto ad un lavoratore straniero, picchiato e gettato in un fosso, dai datori di lavoro ai quali aveva chiesto una mascherina protettiva ed il giusto salario.
Rieccoti l’ex-sindaco, ora parlamentare europeo, capofila dei “negazionisti”, sul piede di guerra contro la “cattiva” informazione e a chiedere le scuse di coloro che senza aspettare l’esito delle indagini, avevano già sentenziato e gettato fango. Perché parlare di sfruttamento del lavoro e dell’illegalità, significa danneggiare l’immagine del territorio e, quindi, di conseguenza, l’economia turistica.
E’ l’identico copione della destra, ovunque, come fosse un manuale d’istruzioni. Negare la realtà e raccontare un mondo che non esiste, perché l’adesione ad un pensiero semplice e dogmatico, è più veloce e costa poca fatica. Prendere coscienza dei problemi, proporre dialoghi costruttivi, cercare le soluzioni più giuste, invece, costa fatica.

Terracina, Protettorato
E’ sempre la stessa città, da un punto di vista geografico ma “amministrativamente” sotto il Protettorato del citato ex-sindaco. Dove, nello slargo delle ex-autolinee, dopo oltre un anno dallo scempio perpetrato per il Giro d’Italia e degli alberi abbattuti, sia per l’uragano che per l’insipienza umana, e l’edicola di giornali sbattuta in esilio a guardia dell’incrocio impossibile di un altro slargo del quale s’è smarrita la memoria (XXV Aprile, forse, ma tanto che fa?), si è ritornati a completare l’opera. Una volta da lì passavano la via ad Portum ed il canale di Navigazione e si sarebbe definito, negli anni, un luogo, funzionale a quella parte dello spazio urbano e alla città, denominato “Sguero”.
In quale “storia”, in quale tessuto urbano si inserisce lo scempio di quel luogo, oggi? Probabilmente, in qualcosa ch’è solo cattiva amministrazione e mancanza di “visione” della città, proprio quella di cui si alimenta l’esistenza e la conservazione di un Protettorato.