ARGO #37. “La politica fa male?”

La politica fa male?

E’ tempo di elezioni, anche in città. Forse, settembre, non è sicuro. Dipenderà dal Covid-19.

La politica, però, non riposa. Ovvero, le manovre di chi appoggia chi. E le dichiarazioni, gli incontri qui e là, i post sui social.

Ora, sia a chi può seguire dal di dentro come coloro ( ma quanti?) che provano a seguire dall’esterno tutto questo darsi da fare, può venire una domanda, quasi spontanea ed automatica, la politica “fa male”?
A me è venuta questa domanda.

Troppi “protagonisti” sembrano perdere la capacità di un ragionamento responsabile, appena basato su considerazioni oggettive e condivise. Troppi – e sono tutti quelli che hanno governato questa città per venti anni – non vedono una che fosse anche una sola criticità nella situazione attuale, dovuta a propri errori nell’amministrazione.

E una idea, un progetto “vero” da proporre per migliorare.

Alcuni sono diventati più tristi, altri incattiviti da rancori e rivincite che sfumano. Sì, può far male, quando le persone cercano di migliorare la loro situazione e non di contribuire a risollevare le sorti di una comunità. Fa male, perché davanti alla “scarsità relativa” del potere che può solo essere appannaggio di pochi, la frustrazione, negli esclusi, è devastante.

Sì, per coloro, che in fasi successive, prima in “gruppo” e poi individualmente, hanno cambiato collocazione politica (quanti alibi hanno cercato di portare nello spiegare quella ch’era ed è una semplice azione di “trasformismo”, dimenticando che “in politica sono i mezzi che giustificano il fine, mai il contrario”, Albert Camus).

La politica “fa male”? Certo, quando nell’area potenzialmente alternativa al centrodestra, si continua a “delegittimare” e contrastare l’unica forza, il PD, che ha provato a fare una politica di opposizione. Insufficiente e tutto quel che si vuole. Ma l’unica, che anche in questi frangenti ha dato sostegno ad un progetto politico più ampio, con altri soggetti. Ha accettato le candidature a sindaco che altri hanno fatto, e che non si sono concretizzate,
non per veti del PD, ma per altre ragioni. E fa male, questa volta, alla città, perché non consente la costruzione di una “alternanza” nel governo cittadino, quale condizione per un miglioramento del sistema locale.

I Greci definivano coloro che non si occupavano di politica, idiòtes, nel senso di persone isolate, ossessionate dai problemi di casa, in fin dei conti alla mercé degli altri. Ecco, la politica non fa male quando aiuta i cittadini a stare nella comunità e ad esserne protagonisti.

Quando non pensa che i cittadini siano “idioti”, o peggio vorrebbe trasformarli in “utili” idioti.

ARGO nasce da un’idea di
Armando Cittarelli

1 commento

  1. augusto andrea

    Daniela sei un pozzo di cultura e la citazione di Camus è per pochi. Uno perche non tutti credo la comprendano e due perche anche carpendone il senso non faranno loro il segreto ARCHÈ.
    La coerenza è il mezzo che giustifica il fine. La politica purtroppo è per molte artisti( è un eufemismo) l’arte di trasformarsi pensando che il fine giustifica i mezzi, non capendo che quando si ragiona cosi si pensa a stessi e non alla propria comunità.

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