Programma amministrativo

Città di Terracina

Candidato Sindaco

Armando Cittarelli

Elezioni amministrative del 20-21 settembre 2020

La città è ferma. Le amministrazioni di questi ultimi vent’anni, tutte di centrodestra, hanno fallito vistosamente, sia sul piano degli interventi progettuali sia nell’ordinaria amministrazione. Fermarsi, vuol dire arretrare. Tutti i dati economici e sociali ce lo confermano.

Terracina è una città più povera ( al 16° posto per reddito nella provincia), dove sono cresciute le disparità sociali, economiche, territoriali e culturali.

Una città in cui l’abbassamento della qualità del vivere e dello stare insieme in comunità, sembrano ineluttabili – quartieri abbandonati nel degrado; mobilità non sostenibile; insicurezza e un sistema dei servizi sociali e sanitari inadeguato ai bisogni di cura ed assistenza delle persone, soprattutto le più fragili, come gli anziani; settori economici in crisi; elevato tasso di disoccupazione, in particolare giovanile.

Terracina non riesce a migliorarsi in nessun settore perché mancano idee e progetti di trasformazione. E manca la politica che ti consegna la forza ed il potere per cambiare la vita dei cittadini, e non per seguire percorsi personali di carriera.

Terracina non ha una direzione di marcia, una visione dello sviluppo adeguata alle sfide di oggi. Le forze del centrodestra appaiono prigioniere delle trasformazioni avvenute nei decenni del secolo scorso e settori fondamentali, quali l’agricoltura, il turismo, la cultura procedono a stento, quando potrebbero dispiegare appieno capacità, risorse e competenze. Potrebbero, laddove sollecitate e rese partecipi di una nuova frontiera dello sviluppo della città, che potrà essere solo sostenibile, giusto e fonte di benessere per tutti.

Immaginare per fare

L’attesa di ciò che verrà somiglia sempre meno alla speranza e molto all’angoscia. Dobbiamo liberarci sia come individui che come collettività di tutto questo. E’ possibile farlo restituendo ideali e responsabilità alla politica.

Una città diversa è possibile. Si tratta di avere idee, immaginazione e capacità per fare.

Si deve cominciare da una buona gestione del territorio, per due obiettivi, principalmente: bloccare il consumo di suolo e puntare, piuttosto che a nuove aree per lo sviluppo urbano della città, al rinnovamento e alla rigenerazione di quanto già edificato.

Una nuova pianificazione con al centro le realtà dei quartieri, orientata alla redazione dei principali Piani (il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, del Piano per lo Sport cittadino, il Piano del Verde) e ai progetti di Rigenerazione Urbana, tutti coordinati nel Piano Strutturale Comunale, quale strumento strategico dello sviluppo sostenibile della città per un periodo medio-lungo di dieci, quindici anni.

C’è un presente sul quale intervenire ma già collocato nella nuova direzione di marcia che bisognerà prendere, il futuro da progettare come comunità.

  1. Rimuovere, oggi, le diseguaglianze sociali che sono cresciute. Dare opportunità di lavoro, soprattutto ai giovani, e possibilità alle imprese, per nuovi investimenti e nuovi progetti. Espandere il terzo settore.
  2. Organizzare un Comune “leggero”, partecipato e soggetto non solo erogatore di servizi, ma coordinatore degli interessi presenti nel sistema economico locale. Digitalizzazione delle procedure amministrative e dei servizi ai cittadini.
  3. Ricollocare Terracina al centro di un’area più vasta, con politiche di distretto nel turismo, nella mobilità extraurbana, nella sanità, nell’agricoltura, nella giustizia, nella cultura.
  4. Intervenire sulla struttura urbana della città, portando a compimento le infrastrutture già previste (ad es. la strada “Stazione-Mare”), prevedendone di nuove (ad es. la ricostituzione di continuità del canale Lungo Linea Pio VI, “stombinamento” della parte coperta) per una trasformazione profonda del tessuto urbano.
  5. Avviare un programma di piste ciclabili e percorsi pedonali protetti.
  6. Metter mano ad una nuova definizione dell’identità dei quartieri, che nel corso degli anni hanno subìto trasformazioni urbane, sociali ed economiche, attraverso programmi di “Rigenerazione Urbana”.
  7. Definire una politica di valorizzazione e sviluppo dell’intero territorio comunale, dalla costa alla campagna ai monti. Il patrimonio naturale e paesaggistico della collina deve essere considerato a tutti gli effetti, (civili, economici, di vivibilità), quale “distretto” integrato al sistema urbano.
  8. Migliorare il benessere dei cittadini nei quartieri, con Aree verdi e strutture sportive di base, dentro una politica di piano del verde e dello sport cittadino.
  9. Azioni sociali e sanitarie a favore degli anziani, minori e famiglie, con sedi operative di centri di aggregazione e case per anziani autosufficienti.
  10. Una attiva politica per la cultura, in grado di definire strumenti di partecipazione, strutture e progetti.

Piano Strutturale Comunale

Al Piano dovranno essere consegnate le “traiettorie” di fondo, di medio e lungo periodo, per la trasformazione della città.

Ad esso saranno collegati i progetti per:

  • Infrastrutture di mobilità urbana e strutture culturali, del “divertimento”, sociali e scolastiche;
  • i Piani del Verde, dello Sport cittadino, della Mobilità Sostenibile,
  • la “Rigenerazione Urbana” dei quartieri.

Il centrodestra ha causato il dissesto finanziario del Comune.

I cittadini ne sono usciti pagando le aliquote massime di tasse e tributi locali, ma il centrodestra continua a tenere al massimo le tasse ed i tributi.

Troppi in questa città sono diventati più poveri.

Terracina è sempre più isolata nel contesto provinciale e regionale.

Un isolamento ancor più dannoso in questa fase del Paese, nella quale può esser possibile – nel medio e lungo termine – intercettare i finanziamenti dell’Unione Europea e costruire la città sostenibile del terzo millennio, per aprire una stagione di grandi trasformazioni, di crescita del lavoro e dell’impresa, per una ricchezza ed un benessere sociale diffusi.

Perché la nostra città, nonostante i limiti evidenti degli ultimi venti anni di amministrazione di centrodestra, ha ancora potenzialità di sviluppo, che non possono essere rimesse nelle mani di coloro che già hanno dimostrato di non riuscire a garantire nemmeno una decente, ordinaria gestione della cosa pubblica.

La comunità non può essere guidata da un ceto politico che ne offende l’anima democratica e solidale, da coloro che continuano lo sfruttamento del territorio, incuranti del degrado e dell’isolamento dei suoi quartieri.

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